Insofferenza

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Mi avete rotto tutti le palle.
Italia paese di caste.
Di caste inesistenti per giunta, di autoproclamati sovrani.
Alla fine il web è esattamente come tutto il resto del Paese da cui tanto dice di essere diverso.
È un’Italia divisa tra cazzi propri in rete sventolati con la naturalezza dell’ignoranza ed impreziositi da orsetti brillantinati di rara bruttezza ed è l’Italia di pochi cialtroni, sempre gli stessi, che crede che l’utilizzo di mezzi online li renda innovatori.
Un’Italiaetta. Qualunquista e snob pronta a buttare fuori chi non partecipa ad un gruppo o all’altro.

Questo post nasce da una giornata pesante e da una riflessione portata avanti da un po’.
Dalla blogfest per essere precisi.
Una blogfest che sembra una gita del liceo dove l’idea di uguaglianza e di pari opportunità la dovrebbe fare da padrone.
Con episodi edificanti che da soli spiegano il concetto, del tipo:
Eta “piacere di conoscerti, sono AccountDiLavoro”
Utente “uh… No, non ti seguo non mi interessi”
Per poi scoprire che dietro ad AccountDiLavoro c’era Eta e sbracciarsi in baci e abbracci.

Non ti seguo, non mi interessi.
Bene, complimenti! Questo si che vuol dire avere una visione aperta del web.
Non ti seguo, non mi interessi.
Se non mi segui come lo sai? E no, AccountDiLavoro non è riconoscibile come una marca di spaghetti o affini.

È la gente che si trova sui prati e parla in codice così da meglio far intendere agli altri attorno che no, loro non sono parte del gggiro.
Sono quelli che ai barcamp applaudono solo i propri amichetti anche se sparano puttanate e non vanno nemmeno a sentirli quelli che nel bene o nel male parlano della realtà.

È una blogopalla stanca quella italiana, piena di gossip e di critiche ma vuota di idee e di voglia di fare, di cambiare.
Di gente che critica iniziative nate dal basso con fare snob per poi proporne di altrettanto idiote ma solo tra i propri utenti “vip”

Poi però a volte, capita che ne silenzio agghiacciante dei contenuti, qualche idea si riesca a trovare, qualcosa di concreto, di serio di vero.
E allora si, alla fine è davvero sempre l’Italia anche online, fatta di Galilei e di Colombo.
Splendida, meravigliosa, insopportabile.

One Response to Insofferenza

  1. Valle ha detto:

    Solo una parola: brava!
    Ti stimo, tanto.