Anto', fa caldo

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Un po’ sarà colpa della stanchezza, senz’altro è dovuto al caldo, fatto sta che in questo periodo gli squilibrati aumentano e l’isteria comune cresce non solo nella vita reale ma anche e forse soprattutto nel mondo virtuale. Soprattutto perché per me, che non sono una psicologo, sociologa o affine, il virtuale rappresenta un mondo in cui forse i tabù sono differenti e la gente si lascia più andare a sfoghi spontanei.

Fatto sta che su FriendFeed in questo periodo i flame abbondano. Le discussioni da scambio di opinioni si scaldano e diventano veri e propri diverbi verbali.

C’è chi discute sul non volere figli, sul non volersi sposare, chi si sente svilito professionalmente su un socialcoso (ma c’è davvero bisogno di gratificazioni professionali online? …oooops…), chi si sente superiore, chi riuscirebbe a risultare antipatico anche accarezzando un bambino, chi parla della love parade

Insomma un po’ per tutti i gusti.

Mi chiedevo però il perché di certe reazioni.

Voglio dire, nella convinzione che un post su un social network sia in qualche modo il corrispettivo di una chiacchiera in un bar di paese dove c’è chi si conosce da una vita, chi si saluta a malapena e chi si conosce solo di vista o di nome, mi chiedo perché le dinamiche siano invece così differenti.

Forse alla fine è che il non dover guardare negli occhi la persona che stai insultando, sblocca le inibizioni.

E voi che dite?

It will be a bit the fault of being tired, no doubt is also due to the heat, the fact is that at this time of the year the imbalances and increase the common hysteria grows not only in real life but also and perhaps primarily in the virtual world. Especially because for me, I’m not a psychologist, sociologist or similar process, the virtual is a world where taboos are different, and maybe people will let go more spontaneous outbursts.

Done on FriendFeed is that this time the flame abound. The discussion threads are heated and become real verbal squabbles.

Some people will not discuss the children about not wanting to marry, who feels debased  professionally on a socialnetwork (do you really need professional rewards in a discusion online? … Oooops …), who feels superior, who be able to be unpleasant even patting one child, who speaks of the love parade …

So a bit ‘to suit all tastes.

But I wondered why certain reactions.

I mean, in the belief that a post on a social network is somehow the equivalent of a chat in a bar in town where you know some people from a life, who greets and those who barely know only by sight or name, I wonder why the dynamics are so very different.

Perhaps the end is that not having to look into the eyes of the person you are insulting, unlocks inhibitions.

And you say that?

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